Lavoro dipendente e welfare 2025: le novità della Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto numerosi cambiamenti per il reddito da lavoro dipendente, intervenendo su benefit aziendali, welfare, detassazione dei premi di produttività e tracciabilità delle spese.

Alcune misure confermano agevolazioni già esistenti, altre introducono nuove regole che pongono interrogativi e dubbi applicativi per imprese e lavoratori. Analizziamo le principali novità e il loro impatto operativo.

1. Auto aziendali: nuove regole per l’uso promiscuo

A partire dal 1° gennaio 2025, cambia la modalità di calcolo del benefit fiscale per le auto aziendali assegnate in uso promiscuo. La nuova normativa prevede che per i veicoli immatricolati dal 2025 il reddito imponibile sia calcolato in misura fissa sul 50% del valore ACI per una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui. Per i veicoli elettrici, l’imponibile si riduce al 10%, mentre per gli ibridi plug-in è previsto un calcolo al 20%.

Tuttavia, la normativa non prevede una clausola di salvaguardia per i veicoli assegnati prima del 2025, creando incertezze sull’applicazione delle vecchie regole. Le imprese dovranno valutare attentamente l’impatto di queste modifiche nella gestione della propria flotta aziendale.

2. Rimborsi per ricariche elettriche e installazione wallbox

Un altro punto critico riguarda le spese di ricarica dei veicoli elettrici aziendali. Secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, i rimborsi erogati per l’energia elettrica destinata alla ricarica costituiscono reddito imponibile, e devono essere tassati separatamente dal benefit calcolato con le tabelle ACI.

Inoltre, se l’azienda finanzia l’installazione di colonnine di ricarica presso l’abitazione del dipendente, questa spesa è considerata un fringe benefit e deve essere assoggettata a tassazione. Tale interpretazione, considerata restrittiva, potrebbe rallentare l’adozione dei veicoli elettrici in ambito aziendale.

3. Tracciabilità delle spese di trasferta: nuovi obblighi

Dal 1° gennaio 2025 entra in vigore l’obbligo di tracciabilità per le spese di trasferta, incluse quelle relative a vitto, alloggio, viaggio e trasporti (taxi, noleggio con conducente). I rimborsi effettuati su spese sostenute in contanti non saranno più deducibili per l’azienda e diventeranno imponibili per il lavoratore.

Le aziende devono dunque adeguare le proprie policy interne, sensibilizzando i dipendenti all’uso di metodi di pagamento elettronici, come carte di debito, carte di credito o bonifici bancari.

4. Incentivi per il trasferimento della residenza nel Comune di lavoro

Per favorire la mobilità dei lavoratori, la Legge di Bilancio introduce un’agevolazione fiscale per chi trasferisce la residenza nel Comune della sede di lavoro. I datori di lavoro potranno erogare o rimborsare i canoni di locazione e le spese di manutenzione dei dipendenti senza che questi importi concorrano alla formazione del reddito, fino a un massimo di 5.000 euro annui per i primi due anni dall’assunzione.

L’agevolazione si applica ai lavoratori con un reddito annuo non superiore a 35.000 euro e che si trasferiscono da un Comune situato a oltre 100 km di distanza.

5. Aumento della soglia di esenzione per i fringe benefit

Confermato anche per il triennio 2025-2027 l’innalzamento della soglia di esenzione fiscale per i fringe benefit. Il limite resta fissato a 1.000 euro per tutti i lavoratori e 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. Inoltre, prosegue la riduzione al 5% dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato.

6. Welfare aziendale e restrizioni sui benefit per la famiglia

Novità meno favorevoli riguardano il welfare aziendale. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le agevolazioni fiscali per il servizio di baby-sitting si applicano solo se il servizio è incluso nell’offerta formativa scolastica. Ciò significa che le aziende non potranno più offrire rimborsi per servizi di baby-sitting privati, riducendo il supporto ai dipendenti con figli piccoli.

Un ulteriore chiarimento riguarda la selezione dei beneficiari dei piani di welfare: secondo l’Agenzia, non è possibile individuare una “categoria di dipendenti” basata su condizioni personali o familiari. Questa posizione contraddice l’obiettivo del legislatore di incentivare misure a sostegno della genitorialità e della conciliazione lavoro-famiglia.

Conclusioni: un quadro tra opportunità e incertezze

La Legge di Bilancio 2025 introduce misure a sostegno del lavoro dipendente, ma anche nuove restrizioni che richiedono attenzione. Se da un lato l’innalzamento delle soglie di esenzione per i benefit e il sostegno alla mobilità dei lavoratori rappresentano un’opportunità, dall’altro le modifiche alla tracciabilità delle spese e le restrizioni sui servizi di welfare potrebbero creare difficoltà applicative.

Netlav monitora costantemente le evoluzioni normative per supportare aziende e lavoratori nell’interpretazione e nell’applicazione delle nuove disposizioni.